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MARCHI E LA STORIA DELLA MODA


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UNA BELLA STORIA FIORENTINA DELLE BORSE BRACCIALINI.

* Il nostro blog air-fashion.com non è periodico e non è una testata giornalistica (L. 62/2001). Contenuti per critica e recensione; marchi e immagini ai rispettivi titolari (uso, ove necessario, limitato per citazione/commento ex art. 70 L. 633/1941, con fonte se disponibile). Per segnalazioni di diritti d’autore, contattaci: verificheremo e, se necessario, rimuoveremo.


Nuovi arrivi di borse da donna e da uomo

BRIC'S BY

M*BRC

Cuoieria Fiorentina

BRIC'S

Blumarine

Dal 1954 a oggi sono nati oltre trentanovemila modelli di borse Braccialini, frutto della creatività di Carla Braccialini e del suo team di designer. Il marchio Braccialini nasce a Firenze, cuore storico della pelletteria tradizionale italiana. Molte grandi griffe producono le loro borse nella valle dell’Arno: già dal XII secolo, lungo il fiume, le pelli venivano immerse prima della concia e poi trasformate in scarselle per i pellegrini e bisacce per i mercanti.


Carla Cecconi-Braccialini  


Carla Cecconi-Braccialini vince il primo premio per il miglior disegno alla “I Mostra d’Arte Giovanile”, Firenze, 1941.

Braccialini nasce come laboratorio: l’applicazione pratica della fantasia, senza briglie, di una giovane artista. E il primo materiale usato è la paglia. Carla trasforma i modelli classici in oggetti inediti e sorprendenti. Negli anni Cinquanta le borse da donna si assomigliano tutte, ma Carla Braccialini, come moltissime altre donne, è stanca della scelta limitata offerta dal mercato, dell’alternanza di “borse marroni e nere per l’inverno e bianche, blu o beige per la primavera, tutte in pelle, molto costruite, e del cesto di paglia per l’estate al mare”. A quelle poche opzioni nessuno, fino ad allora, aveva provato a contrapporre un’alternativa leggera e divertente. Ci prova lei: perché ama disegnare e perché cercava un lavoro che le desse uno stimolo a vivere. 

1954: cestino realizzato con nastri di raso, in nuance di colore, lavorati a maglia. Finiture dei manici e fiocco in gros grain.

 

Cominciammo a commercializzare vestiti e accessori fatti all’uncinetto da una nostra parente, che coordinava un gruppo di lavoro: una piccola rete di donne impiegate a casa…
Riempimmo una valigia con un campionario di trentacinque capi, fra vestiti e cappellini, e andammo a venderli in Liguria, che allora era il litorale più chic
”. I risultati sono buoni, anche se Carla Braccialini non sa ancora costruire una borsa.

All’epoca Braccialini non è ancora un marchio e la coppia non possiede nemmeno un laboratorio, ma solo un ufficio in via delle Pinzochere. Poco dopo, i giovani coniugi Carla e Roberto Braccialini aprono un piccolo laboratorio: “mio marito alla parte commerciale, io alla creazione e cinque operai specializzati”. Le prime borsine, di foggia classica, sono in paglia colorata e rifinite a contrasto con pelle e pizzo.


Durante un servizio fotografico sulla scalinata di San Miniato al Monte, Firenze, 1973.
 

È un successo, ma Carla Braccialini non si accontenta del primo passo. Sperimenta il ricamo sulla pelle. Nel 1965 non esistono ancora macchine in grado di effettuare questo tipo di lavorazione: “Ce n’erano alcune programmate a schede, adatte al tessuto, ma sul pellame tagliavano irrimediabilmente”. Carla però trova una lavorante con una macchina capace di cucire a zigzag: è la soluzione giusta, che adotta subito per unire “striscioline di pelle di colori diversi, in gradazione”, ottenendo “disegni d’effetto” che si trasformano – ancora una volta – in una borsa inedita.


Un modello del 1973, in pelle di vitello con intreccio in cuoio. 


Il decennio tra il 1966 e il 1976 è il più duro nella storia della famiglia Braccialini. Prima l’alluvione di Firenze, quando “l’acqua arrivò a due metri sopra il soffitto del laboratorio, che si trovava in un seminterrato sul Lungarno”; poi la morte di Roberto Braccialini. A sostenere Carla ci sono Piero Balloni – talentoso modelista entrato in azienda subito dopo l’alluvione – e i figli maggiori, Riccardo e Massimo, che imparano entrambi a tagliare e cucire prototipi agli ordini di “questo artigiano burbero, dallo sguardo diretto”, cercando di guadagnarsi il suo rispetto.


Il quaderno dei disegni, ritrovato dopo l’alluvione a Firenze nel 1966.
 


Servizio fotografico del 1973, piazzale Michelangelo, Firenze.


Dal book fotografico del 1978.


Servizio pubblicitario sulla rivista “Ars Sutoria”, inverno 1975. Tanti quadretti in pelle di capretto lucido e scamosciato, assemblati a mano e uniti da cuciture a zigzag.
 

Gli anni Ottanta, con forme complesse e un’abbondanza di dettagli e lavorazioni, sono un periodo che Carla Braccialini sente particolarmente affine alla sua personalità: patchwork, intarsi spalmati color oro, sovrapposizioni di materiali e colori, goffrature, nervature a contrasto. “Non c’era limite e sperimentavamo tutto”. I modelli sono ampi e morbidi, con chiusura a sacchetto, oppure piccoli e sinuosi, ornati di nappine, da portare con lunghe tracolle sopra gli abiti da sera.


Nella sala campionaria della vecchia fabbrica in via Pio Rayna a Coverciano, 1984.


Borse in vitello effetto cavallino, con rifiniture e manici in capretto; accessori e cerniere in metallo dorato / Borsa in capretto bianco con frange. 
 

Dai primi anni del XXI secolo, superate le secche stilistiche di un periodo che, per reazione, accende il desiderio di eccentricità, di non omologazione e di distinzione, la sorpresa che un pubblico Braccialini sempre più vasto si aspetta viene spesso associata ai Temi: una linea speciale di modelli unici che impone, stagione dopo stagione, a Carla Braccialini lunghe sperimentazioni nella scelta e negli abbinamenti di pelli e lavorazioni. “Ogni volta mi è quasi impossibile immaginare quale sarà il modello preferito dal mercato”. È l’unica grande sorpresa che attende lei.

 

Nell’aprile 2014 Carla Braccialini festeggia i 60 anni di attività al Museo Marino Marini di Firenze, con una mostra delle sue migliori borse intitolata “Il Giardino Incantato”.





Mostra “Il Giardino Incantato” di Braccialini – Museo Marino Marini
 

Nel 2017 la compagnia Braccialini viene acquisita dalla toscana Graziella Holding, azienda di gioielleria.

Nel 2021 Graziella Braccialini presenta il nuovo progetto “Gioiello e Moda”, attraverso una linea di borse di alta gamma abbinate a bigiotteria e pietre preziose. L’azienda continua a custodire lo stile unico di Carla Braccialini, che ormai è diventato una pagina importante della storia della moda del Novecento.


Ispirazioni di Carla Braccialini: la cultura del bello, ovunque si trovi.

Nascere a Firenze è un privilegio: significa crescere respirando la luce, le atmosfere e i colori delle opere d’arte più importanti del mondo.


Borsa modello Clio, nata nel 2009. Una borsa iconica, costruita attorno a una cerniera, con diverse tasche e una grande chiusura metallica.


Suggestioni tribali

 

Borse TEMI.

Dal 2003, ogni stagione, l’azienda Braccialini crea nuove “borse scultura” chiamate i TEMI. Alcuni Temi – la borsa-macchina, la borsa-pagliaccio, la borsa-corona – sono diventati sinonimo del brand, i “pezzi” che molti citano spontaneamente, come ha evidenziato anche una ricerca di mercato condotta verso la fine del decennio scorso. Braccialini è sinonimo di fantasia, e i Temi ne sono la realizzazione più compiuta.
I Temi sono una collezione d’arte: pezzi unici, gioielli di artigianato solo in apparenza giocosi. Racconta Carla Braccialini: “Spesso servono anche due o tre mesi per creare un prototipo”. Ogni borsa della linea Temi è realizzata a mano e costruita “in forma”, un metodo che presuppone e richiede la massima abilità artigianale: ogni modello è costruito da cinquanta o cento componenti di base (esclusi gli accessori in metallo) e, spesso, come nel caso di un modello del 2014 (la borsa-Camaleonte), la ricerca dei materiali nelle sfumature di colore e nelle lavorazioni adatte comporta tempi lunghissimi e un confronto costante con laboratori ed esperti di pellami. 


Sull’origine del primo Tema, il racconto di Carla Braccialini è diventato leggenda e lessico familiare. La Casina, un bauletto in pellami diversi, fra intarsi, applicazioni e ricami, con il tetto in nabuck rosso, la porta tondeggiante a doppio battente, i rampicanti e le tendine in sangallo alle finestre, nacque dopo uno scippo serale in via Tornabuoni, nella sua Firenze: “Mi sentii persa, come se mi avessero privato della mia casa: fu uno shock violento”, dice. 

La mattina dopo, “come una sorta di illuminazione”, il disegno di questa borsa catartica uscì dalla sua penna, la capostipite di una linea di culto per un pubblico di appassionati. Mai, dice, si aspettava che avrebbe ottenuto un tale successo: l’aveva esposta al MIPEL (la fiera che si svolge ogni febbraio e settembre a Milano), quasi esclusivamente come elemento decorativo dello stand. E invece, anno dopo anno, la borsa-Casina continua a essere richiesta, accanto ai nuovi modelli, e sul web è oggetto di scambi e aste fra appassionati.

Borsa pagliaccio, 2006, vista dai due lati.

 
 I Temi marini. Cabina, estate 2010; Pesce, estate 2006; Nave, estate 2004; Pappagallo, estate 2004.

 

Borse Cartoline – un messaggio in una borsa.

Un souvenir, un ricordo o il desiderio di un viaggio futuro. Dalla linea Tua by Braccialini, sviluppata a partire dal 1990 e destinata a un pubblico giovane, nasce la collezione Cartoline. Paesaggi, storie e suggestioni dalle città più belle d’Italia e del mondo; luoghi familiari o magici e lontani; borse costruite per sovrapposizioni di materiali diversi. La prima, ideata sul filo di un pensiero creativo, raffigurava “una silhouette femminile e un paesaggio nel quale a tanti sembrò di riconoscere Capri”, racconta Carla Braccialini. 



 

Da allora, attorno a quelle storie e all’invito ricamato sul retro – il classico “saluti da…” – sono nate le borse Taormina, Firenze, Venezia, Roma. Luoghi fisici, geografici, ma anche sentimentali e fantastici. Ogni stagione cambiano il racconto, il luogo e l’emozione.

La prima serie delle borse Cartoline dedicata alle città italiane, primavera-estate 2005



Il viaggio; Le fiabe; I paesi del mondo; Gli innamorati.
 

E forse è proprio questo il segreto di Braccialini: sorprendere, sempre, senza perdere le proprie radici fiorentine. In ogni borsa c’è un’idea, un lampo di fantasia, un dettaglio capace di far sorridere e di farsi ricordare. Scoprire le sue creazioni significa scegliere un accessorio che parla di te, del tuo modo di guardare il mondo e di vivere lo stile. Perché alcune borse non si indossano soltanto: si portano con sé, come un piccolo racconto quotidiano, fatto di carattere, emozione e bellezza.
 





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