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MARCHI E LA STORIA DELLA MODA


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I PRIMI STIVALI CON CERNIERA SONO UN’INVENZIONE DELLA STILISTA RUSSA VERA ARALOVA.

* Il nostro blog air-fashion.com non è periodico e non è una testata giornalistica (L. 62/2001). Contenuti per critica e recensione; marchi e immagini ai rispettivi titolari (uso, ove necessario, limitato per citazione/commento ex art. 70 L. 633/1941, con fonte se disponibile). Per segnalazioni di diritti d’autore, contattaci: verificheremo e, se necessario, rimuoveremo.


La chiusura più usata oggi è la cerniera lampo (zip). È difficile immaginare una borsa o un paio di stivali senza questa straordinaria invenzione. L’idea di una chiusura di questo tipo nacque dall’inventore della macchina da cucire, l’americano Elias Howe, nel 1851. Più tardi, nel 1891, un altro americano, Whitcomb Judson, brevettò la zip come «chiusura per calzature».

All’inizio la cerniera veniva usata per allacciare galosce e stivali di gomma e, va detto, le prime zip erano piuttosto scomode e poco affidabili. Nel 1913 l’ingegnere svedese-americano Gideon Sundbäck la perfezionò, trasformando l’invenzione nella struttura a due file di dentini che conosciamo oggi.
Ma pochi ricordano la storia degli stivali da donna con cerniera. E comincia nell’Unione Sovietica, alla fine degli anni ’50.

Durante il governo di Stalin calò tra l’URSS e i Paesi occidentali la Cortina di Ferro, interrompendo ogni tipo di rapporto, anche culturale.

Alle mannequin e alle stiliste russe non era permesso andare all’estero, considerate delle spie. Nell’URSS non si producevano calzature eleganti e raffinate: erano ritenute un «retaggio del capitalismo».

La Cortina di Ferro si sollevò con Nikita Chruščëv, che iniziò a instaurare rapporti amichevoli con la Francia. Così, nel 1959, avvenne un fatto che influenzò l’intera produzione calzaturiera mondiale: URSS e Francia organizzarono a Parigi una settimana della «moda russa». A Mosca, alla Casa delle Mode di Kuznetskij Most, cominciò il lavoro a una collezione fashion guidata dalla stilista e artista Vera Aralova.

La collezione comprendeva abiti tradizionali russi, pellicce e scialli folkloristici.

Con una collezione invernale servivano calzature invernali, cioè stivali. All’epoca però non esistevano stivaletti eleganti in morbida pelle, aderenti alla gamba femminile: gli stivali risultavano massicci e poco attraenti. A Vera Aralova venne allora un’idea brillante: inserire la cerniera negli stivali. Fece realizzare il modello, a proprie spese, nelle officine del Teatro Bol’šoj.

La sfilata della moda russa del 1959 fece letteralmente sensazione. I trendsetter francesi rimasero incantati soprattutto dagli stivaletti rossi con zip, presentati con una pelliccia di scoiattolo e un tradizionale scialle di Pavlovo Posad. Gli stivali avevano una tomaia alta, un tacco basso e applicazioni fantasiose. Furono subito ribattezzati «stivaletti russi».

Couturier, industriali ed esperti europei esaminarono con attenzione la cerniera cucita con cura nella pelle e tutti chiedevano: c’è un brevetto? Si vende la licenza? È possibile acquistare un campione? Le leggi sovietiche però lo vietavano e la delegazione russa rifiutò categoricamente di vendere i modelli. La geniale trovata tornò in URSS e venne dimenticata per ben dieci anni.

Tuttavia, un anno dopo la settimana della moda russa in Francia, nelle boutique più note d’Europa comparvero in vendita gli «stivaletti russi», che tutte le aziende calzaturiere europee iniziarono a produrre, senza però menzionare la paternità di Vera Aralova.


 

Oggi, sulle passerelle, vediamo forme di stivali alti tra le più varie e sorprendenti, e nessun modello elegante può fare a meno di un accessorio tanto necessario quanto comodo: la cerniera lampo.

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Chloé SS 2018


Christian Dior SS 2018


Dolce & Gabbana SS 2018



Balmain SS 2018





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